Una visione ispiratrice fornisce le basi per la leadership, ma è la capacità del leader di motivare e infiammare le persone che permette al team di realizzare quella visione.

Ad esempio, quando si avvia un nuovo progetto, se ben presentato e condiviso si genera spesso molto entusiasmo, quindi è facile ottenere sostegno attivo dal team nella fase iniziale di un nuovo progetto. Può essere invece difficile per il leader trovare il modo di mantenere alta l’ispirazione e la motivazione del gruppo quando l'entusiasmo iniziale svanisce, insorgono i primi imprevisti e la squadra o l'organizzazione hanno bisogno di apportare cambiamenti significativi nel modo in cui fanno le cose. I migliori leader lavorano sodo per la durata dell’intero progetto per collegare la loro visione con le esigenze delle persone, le loro aspirazioni e gli obiettivi del progetto.
Motivare ed ispirare sono attività costanti, ordinarie, “a tempo pieno” per un leader. Se nessuno alimenta l’entusiasmo le persone si spengono in fretta
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Uno dei principali metodi per mantenere accese le persone consiste nel reiterare la visione in termini di benefici che la sua realizzazione porterà ai clienti e al team, per fare questo si devono creare opportunità frequenti per comunicare la visione in modo attraente e coinvolgente.

Parte di questo “infiammare” è l’abilità del leader di collegare le loro aspettative di premi o incentivi all’ottenimento di buoni risultati e i buoni risultati alla cultura del duro lavoro. I migliori leader non hanno alcun timore nel motivare le persone e trasferire l’idea che sia necessario lavorare sodo per raggiungere il successo.
Solo i leader più deboli dipingono un quadro roseo ed hanno paura a spingere le persone nelle loro zone di “scomfort”, temendo che questo le demotiverà mentre è esattamente il contrario.

LA VITA, NELLA SUA MASSIMA ESPRESSIONE, È RAPPRESENTATA DA UNA SERIE DI SFIDE. QUANTO PIÙ LA SFIDA È GRANDE, TANTO PIÙ EMERGERANNO FORZE E ABILITÀ CHE LE PERSONE NON AVREBBERO MAI PENSATO DI AVERE. FORZE E ABILITÀ CHE I LEADER FANNO EMERGERE NEGLI ALTRI, SPRONANDOLI AD AFFRONTARE LE DIFFICOLTÀ E “FORZANDOLI” A VINCERE.

La spinta del leader nei confronti del suo gruppo si manifesta a livello più alto con coinvolgimento, persuasione, uso del ragionamento e dell'incentivazione; ma anche con intransigenza nei confronti della mediocrità e di forte contrapposizione nei confronti di tutto ciò che contrasta o che ostacola il team.

UNA SCOMODA VERITÀ

Nei momenti difficili il leader deve essere ancora più ottimista, impavido, arrembante, audace; a volte temerario o addirittura irragionevole nel non voler accettare la mediocrità, il fallimento o la sconfitta. È proprio nelle circostanze ostili e inaspettate che serve, da parte del leader, il massimo livello di dedizione e perseveranza nell’ottenere e far ottenere gli obiettivi e le mete di gruppo. Un vero leader non devia in alcun modo di fronte alle difficoltà. Non consente che vi siano azioni, obiettivi e mete divergenti all’interno della propria organizzazione che permettano di “schivare i problemi”.

È nelle situazioni difficili che emerge la stoffa del leader: SOLO IL MARE IN TEMPESTA FORGIA GRANDI CAPITANI.
È nelle situazioni difficili che l’equipaggio guarda il leader, osservando, quello che fa, piuttosto che ascoltando ciò che dice. È nelle situazioni difficili che l’equipaggio decide se la guida è sicura o incerta, se saranno “travolti dalle cattive acque” o se il loro futuro è affidato in mani esperte e coraggiose.

In tempi difficili tutti i manager dovrebbero essere dei leader, mentre molti si rintanano nei loro uffici e si comportano come se fossero dei semplici “burocrati”. Dedicano la maggior parte del loro tempo ai bilanci di previsione, agli organigrammi, ai costi, al rispetto delle regole e ai dettagli, fanno i pianificatori quando dovrebbero essere maggiormente uomini di azione, oltre che attenti amministratori.

Quando un’azienda è in difficoltà e i suoi manager sono immersi solo “nei fogli Excel”, riluttanti a stare fianco a fianco ai loro uomini, a esaminare attentamente le opportunità, a sviluppare una visione, stabilendo gli obiettivi e spronandoli al raggiungimento degli stessi, abbiamo la prova che quel gruppo di manager ha perso la propria vitalità (e utilità) nei confronti del team e dell’impresa.

I leader migliori escono dal bunker e si mischiano alle truppe. Trasferiscono la loro vitalità al gruppo e infondono coraggio.
L’INDICE DI VITALITÀ DEL LEADER LA AIUTERÀ AD INDIVIDUARE LE PRINCIPALI NECESSITÀ E AREE DI MIGLIORAMENTO DEL SUO GRUPPO DIRIGENTE.

Per avere una valutazione del suo gruppo dirigente utilizzi l’indice di vitalità del leader.