Condurre l'impresa

STRANO A DIRSI, MA IL TERMINE MANAGEMENT NON È DI ORIGINE ANGLOSASSONE E ANCHE SE APPARENTEMENTE TUTTI I “GURU” DI QUESTA DISCIPLINA – PER POTER ESSERE CONSIDERATI TALI – SEMBRA CHE DEBBANO PER FORZA ESSERE NATI IN INGHILTERRA O NEGLI STATI UNITI, IL MANAGEMENT IN REALTÀ È UNCONCETTO MOLTO PIÙ “NOSTRANO” DI QUANTO SI PENSI COMUNEMENTE.

Infatti, prima ancora di essere adottato daifrancesi con il loro verbo “manager”, ilmanagement era già in uso qui dai noi, in Italia, nella sua versione latina manu agere,“condurre con la mano”, “guidare una bestia stando davanti a lei”, il che da un lato ci porta ariflettere su molte tecniche di “gestione manageriale”, dove le aziende vengono gestite come “stalle” e i collaboratori come “bestie” (con tutto il rispetto per le stalle e le bestie), mentredall’altro ci porta a rivendicare uno stile digestione – un management appunto – tuttonostro, “made in Italy”, che non ha paragoni almondo per efficacia, efficienza e secondo noi, ancora più importante, non ha paragoni al mondo per cuore, responsabilità e sostenibilità.

Questa “rivendicazione” ha il suo fondamento non solo nel fatto che nella nostra penisola “guida- vamo le bestie” molto prima degli statunitensi, ma soprattutto perché, in tempi molto più recenti,noi siamo stati e siamo tuttora artefici di un modello di management che, tenute in debita conside- razione le innegabili difficoltà di fare impresa nel nostro paese, non ha pari in termini di aziende leader mondiali di mercato, eccellenze territoriali, prodotto pro-capite, abilità delle maestranze, fe- deltà e attaccamento all’impresa dei collaboratori e senso di responsabilità degli imprenditori.

Decine di migliaia di ore nella pratica, fianco a fianco agli imprenditori, svolgendo la nostra attività di consu- lenti direzionali specializzati in PMI, ci hanno permesso di addentrarci e conoscere appro- fonditamente un mondo di imprese e di im- prenditori che va molto al di là dei modelli di riferimento del passato e anche molto oltre isoliti casi aziendali dei “soliti noti” di cui sisente parlare nei programmi televisivi e che poco o niente hanno a che fare con la realtà quotidiana della stragrande maggioranza delle imprese italiane.

C’ è un’Italia che funziona e che ab-biamo il piacere di servire, assistere e consigliare quotidianamente.Un’Italia fatta di imprese a prevalente carat- tere familiare che abbiamo contribuito a farcrescere aiutandole a coniugare l’innata pro-pensione imprenditoriale con i migliori stru- menti di management, strumenti che ab- biamo messo a punto grazie alla nostra tipi- cità di consulenti aziendali che, lavorando ogni giorno fianco a fianco degli imprenditori,li aiutano a tramutare in realtà le loro “visioniaziendali”.

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QUESTA RACCOLTA DI “BUONE PRATICHE” DIVENUTA NEGLI ANNI UN VERO E PRO- PRIO MODELLO DI MANAGEMENT – DI CONDUZIONE AZIENDALE – È AD USO DEGLI IMPRENDITORI CHE NON INTENDONO RINUNCIARE ALLA REALIZZAZIONE DI GRANDI IMPRESE INDIPENDENTEMENTE DALLE DIMENSIONI ATTUALI DELLE LORO AZIENDE.

La nostra connotazione professionale,la nostra dedizione alle “piccole aziende dalle grandi imprese”, ci hapermesso di conoscere centinaia di impren- ditori mentre tentavano di arrivare al suc- cesso essenzialmente grazie alla loro incrol- labile voglia di fare ed alla straordinaria forza di volontà. Titolari d’azienda che sapevanolottare e affrontare ogni sfida con sacrificio e coraggio, pur non avendo grandi strumenti a loro disposizione ad eccezione della grande forza morale. Per queste persone e insieme a queste persone abbiamo sviluppato quel mo-dello di “condurre per mano” un’azienda cheè il nostro modo, il nostro modello di manage- ment per governare e far spiccare il volo aun’impresa.

Proprio questo modello di management si è rivelato spesso l’elemento che mancava a molte di queste aziende per potersi trasformare da PMI combattive a PMI eccellenti.

Durante i periodi di prosperità economica, quasi tutte le debolezze e gli errori del management vengono nascosti, mitigati dal fatto che, anche se condotta con un po’ di approssimazione, l’azienda – per effetto del mercato trainante – riesce comunque ad ottenere dei risultati soddisfacenti. L’attuale situazione economica invece fa emergere tutte le criticità organizzative e fa sì che il management divenga il più importante tra i fattori competitivi. Tanto è vero che, osservando e analizzando attentamente le aziende di ogni settore industriale operanti in una medesima area, troviamo imprese sempre più in difficoltà ed altre che hanno sempre più successo.

In virtù di quanto sopra crediamo che per essere eccellenti nel mercato di oggi, anche le aziende di piccole dimensioni abbiano la necessità di dotarsi di un modello di management efficace, orientato ai risultati, contributivo, attento alle priorità strategiche, fiducioso, costruttivo e capace di utilizzare al meglio i punti di forza delle singole persone.

Ci piacerebbe poterci confrontare con lei su quanto (e cosa) di questo modello sta già utilizzando “naturalmente” nella sua azienda ed anche su quello che invece non sta ancora utilizzando che potrebbe, una volta implementato, far fare degli avanzamenti considerevoli alla sua impresa.

A questo scopo abbiamo messo a punto uno strumento di analisi denominato Indice di Vitalità Manageriale. Forse il termine funzionalità sarebbe stato più appropriato, ma è un nostro profondo convincimento che la vitalità venga prima della funzionalità in ogni cosa, che senza “l’elan vital” – il soffio vitale e di vitalità – anche le cose più “funzionali” in definitiva, non funzionino.

PER CONDURRE ANCOR MEGLIO LA SUA AZIENDA

La invitiamo a dedicare una decina di minuti del suo tempo alla compilazione di questa analisi disponibile gratuitamente on line a questo link